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L'Associazione Wu Shi Tao Udine presenta, in collaborazione con il CEC Udine, la mostra
A cura di Maurizio Faleschini e Cesare Cossa
Maschere e costumi realizzati da Maurizio Faleschini
Montaggio video di Paolo Birri
Catalogo virtuale di Maurizio Treppo
La mostra si inserisce nell’ambito del “Far East Film 2007” proponendo un’esposizione di maschere, armi e costumi orientali direttamente riferibili a film aventi come protagonisti antichi guerrieri con citazioni che spaziano da “I Sette Samurai” di Akira Kurosawa a “La Tigre e il Dragone” di Ang Lee. Un accurato montaggio video, selezione dei film citati, consente di collegare le armi e i costumi esposti agli attori che li hanno utilizzati, ed evidenzia come l’origine delle scene e delle azioni sia da rintracciare nelle arti marziali cinesi e giapponesi.
Il 10 aprile 2007, alle ore 12.00 presso il cinema Visionario di Udine, dopo la conferenza stampa sulla 9a edizione del Far East Film Festival, avverrà l'inaugurazione della mostra sempre presso il Visionario
Il Wuxia Pian, un genere cinematografico prettamente cinese che nasce dalla tradizione letteraria, rappresenta le vicende di antichi guerrieri onesti ed invincibili diposti a sacrificare la propria vita per il bene altrui. Ne sono perfetti esempi le ultime produzioni di Zhang Jimou come “Hero” e “La Foresta dei Pugnali Volanti”.
Ciò che meglio individua e rappresenta l’eroe guerriero sulla scena cinematografica o teatrale sono il suo costume, la sua armatura e le sue armi; come il cavaliere medioevale, anche gli antichi eroi cinesi e giapponesi portavano spade che avevano un nome e che sconfiggevano non solamente gli avversari ma anche gli spiriti maligni.
La scuola cinematografica orientale ci ha lasciato la memoria di imbattibili eroi vestiti di sgargianti costumi, dotati di armi magiche ed invincibili, capaci di eseguire tecniche marziali impossibili ai comuni mortali. Dal Bushido dei samurai giapponesi al Wu Shu dei guerrieri cinesi, le arti marziali orientali hanno fornito non solo il necessario substrato tecnico ma anche la base etica per la caratterizzazione dei personaggi cinematografici: l’onestà, la lealtà, lo spirito di sacrificio, il coraggio.
In Cina il Teatro dell’Opera di Pechino ha stereotipato la figura del guerriero imponendogli movimenti codificati, costumi allegorici ed una “maschera” che ne evidenziasse i caratteri di coraggio e rettitudine morale. Nell’incedere il guerriero avanza sollevando alto un piede dopo l’altro e curvando molto le ginocchia, con un movimento che viene eseguito con maestosa lentezza; in mano ha sempre un’arma bianca, una spada o un’alabarda, e sul volto porta un variopinto maquillage che ne identifica il ruolo. Secondo la tradizione l’attuale trucco degli attori è un’evoluzione della maschera da guerra che il principe Lanling, della dinastia dei Qi del Nord, utilizzava in battaglia per terrorizzare i suoi nemici.
Nel Teatro dell’Opera di Pechino vi sono scene di combattimento molto spettacolari, che richiedono agli attori una buona preparazione nelle arti marziali ed una grandissima abilità acrobatica, capacità che si ritrovano negli attori dei film Wu Xia Pian e negli atleti di Wu Shu, le arti marziali cinesi. Non è un caso che i migliori attori di Wu Xia Pian e di Kung Fu film siano stati in precedenza abili praticanti di arti marziali cinesi come Jet Li, oppure attori del Teatro dell’Opera di Pechino come Jackie Chan.