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Yi Jing

L’Yi Jing (I-Ching), il “Libro dei Mutamenti”, viene annoverato tra i testi classici dell’antica Cina. La tradizione ne attribuisce la redazione al Re Wen, fondatore della Dinastia Zhou (XII Secolo a.C.), ed i commentari al Duca di Zhou. Nato come testo di divinazione, l’Yi Jing è uno dei pochi testi sopravvissuti al rogo dei libri operato dal Primo Imperatore e, nel corso dei secoli, numerosi filosofi e pensatori della Cina lo hanno integrato e commentato per utilizzarlo come supporto di meditazione e compendio filosofico. Il testo iniziale è composto da 64 esagrammi, immagini costituite dall’alternanza di sei linee intere e spezzate che nella loro struttura racchiudono gli otto trigrammi del Ba Gua. Il metodo oracolare di consultazione, ancor oggi ampiamente utilizzato in Cina ed Occidente per la sua efficacia evocativa, prevede la realizzazione di un esagramma in base al lancio casuale di tre monete e la lettura del conseguente commentario che non solo illumina i possibili esiti della domanda posta ma indica anche i comportamenti più adatti per il perseguimento dell’obbiettivo.

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